New York City: il mio primo viaggio oltreoceano

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La mia passione per i viaggi è ormai un  dato di fatto ma le sue radici sono davvero molto lontane: New York City nel 2000.

Il primo incontro che ho avuto con il concetto di viaggio è stato quando avevo circa 13 anni, con una partenza quasi improvvisa verso New York City.

Ecco ora immaginate:una bambina, una zia lontana mai conosciuta e una cugina pazza, che per comodità chiameremo Tiziana, (che poi è il suo vero nome 😛 ) che trascina me e mia mamma a fare il passaporto e a partire nemmeno 20 giorni dopo. In quel momento ancora non lo sapevo ma quella pazzia avrebbe cbiato per sempre la mia vita e il mio modo di vedere il mondo.

Ovviamente questo post non potrà essere uno di quei post alla “New York City: cosa vedere nella Grande Mela ” perché i miei ricordi sono piuttosto sbiaditi e appartengono ad un’epoca completamente diversa da oggi. Sarà invece il racconto di come ho capito che viaggiare avrebbe fatto parte della mia vita per sempre con qualche piccolo spunto su cosa vedere a New York City.

Magari ora vi starete chiedendo ma perché fare un tuffo così indietro nel tempo se poi non è manco una guida su cosa fare nella città di New York , aggiungendo un pensiero del tipo: ma che c n fo***?? Ebbene tutti i torti non li avete ma dato che questo blog senza questo viaggio non esisterebbe ci tengo a lasciare una traccia.

New York City un viaggio inaspettato

E allora eravamo rimasti a mia cugina Tiziana che senza accettare un no come risposta decide che per me e mia mamma è giunto il momento di conoscere la “zia dell’America” tra l’altro omonima di mia mamma. Detto fatto, passaporto alla mano prendiamo un volo Alitalia che da Milano ci porta al J.F.K. Airport dopo circa 8 ore di volo, mi trovo catapultata in una realtà sconosciuta, rapida, insomma un altro mondo.

Da subito mi è chiaro che quella non era la mia piccola e tranquilla cittadina ma una metropoli in cui nessuno ti conosce e a nessuno importa cosa fai e dove vai.

Primo step prendiamo un taxi e andiamo a conoscere questa famigerata zia, che ci accoglie con una lingua che era un misto tra napoletano e americano e con la gioaia di una persona che sembra averti visto il giorno prima.

Il mio viaggio di circa 20 giorni inizia da Staten Island, corrispondente alla Contea di Richmond fondata nel 1683,  ed è uno dei cinque borough che compongono New York City.

Manhattan quando l’immaginazione diventa realtà

Non dimenticate che questo è un viaggio fatto quando avevo solo 13 anni e il mondo per me era solo quello che mi era stato mostrato dalle immagini della tv. Eppure io ero già io, la mia voglia di scoprire e conoscere era già lì (mio padre mi chiamava la bambina dei perché!) e nel poco tempo che avevo avuto a disposizione e con i pochi mezzi dell’epoca (wikipedia non esisteva ancora) avevo già individuato cosa avrei voluto vedere.

Eciclopedia Rizzoli alla mano diedi vita al mio primo itinerario di viaggio di New York City: Central Park, l’Empire State Building, il Museo d’Arte Moderna, il Museo Americano di Storia Naturale, il Metropolitan Museum of Art, Times Square, Gran Central e la Statua della Libertà. 

Era tutto lì che attendeva di essere scoperto dagli occhi sognanti della piccola Naly.

E il sogno si incontra subito con la realtà quando ancora in aereo intravedo in lontananza quella che pensavo fosse solo una miniatura della statua della libertà. Ma le dimensioni ridotte del simbolo di New York City sono state le uniche note deludenti di questo meraviglioso viaggio.

Dal ferry che c portava da Statem Island a Manhattan, ai grattacieli che ti davono il benvenuto, tutto a New York City sembrava disegnato per dei giganti. L’epoca era diversa, c’erano ancora le Twin Tower simbolo indiscusso di un cambiamento epocale che ci ha portato a modificare anche il concetto di viaggio. Erano lì, maestose dominavano Manhattan, quasi a voler tenere tutto sotto controllo.

Da Wallstreet al MOMA era tutto uno scoprire, un urlare di gioia, sentire parlare occasionalmente qualcuno in italiano era buffo perché inatteso, vedere il coesistere di tante culture, stravolgere completamente tutto ciò che pensavo di sapere. Emozioni che ora a distanza davvero di tantissimo tempo sento ancora così vive dentro di me.

Davvero ringrazio l’impeto di mia cugina Tiziana perché mi ha permesso di capire cosa volessi davvero dalla vita: conoscere il mondo!

Mi ha fatto capire che nella vita non devi avere una destinazione definitiva altrimenti sarebbe finita ancor prima di iniziare.